Luca Ferrari

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FERRO

Attacco: Centrale

 

Luca Ferrari

Reggio E. 29/01/1980 (Acquario)

“Vincere, vincere, vincere!!!”

 

Sono arrivato in squadra nel 2001, due mesi dopo la sua nascita a Parma. Ho scoperto quasi per caso l’esistenza di questo sport “innovativo” grazie ad un amico. Praticavo nuoto amatorialmente all’epoca, reduce da una breve carriera agonistica, prima di infilarmi pinne e maschera. Ciò in un primo tempo mi ha aiutato non poco essendo allora già abituato a nuotare per parecchie vasche. Il primo impatto con questo sport? Amore a prima vista! Infatti sei immerso completamente nell’acqua, quando giochi, e ti muovi nelle 3 dimensioni spaziali. Il contatto con l’acqua è a 360 gradi e ti senti avvolto e leggero quasi fluttuassi. Amatorialmente praticavo già l’apnea, altro cardine di questo sport, quindi mi son sentito subito a casa in squadra…

L’hockey subacqueo è uno sport che vanta in oltre un ampia gamma di possibilità per i vari fisici individuali. Tutte le persone trovano un ruolo a loro adatto, dai più agili e snelli, veloci e scattanti, ai più robusti e muscolosi, più forti e inarrestabili. E’ stato praticamente automatico il collocarmi in attacco, dove posso dar sfogo alla mia grinta. Essendo poi, una persona piuttosto nervosa, ho scoperto in questo sport una grossa valvola di sfogo per lo stress e il malumore.

Tutto ciò si somma ad una squadra più unica che rara: ”una squadra di amici” che condivide gioie e dolori. Gli allenamenti anche se pesi fisicamente si trasformano in luoghi di incontro e condivisione. E’ sempre bello arrivare in piscina ed incontrarsi, ed è questo il motore sempre più potente che ci spinge a continuare ad allargare ed allargare la schiera di giocatori nelle nostre file.

In questi anni abbiamo partecipato a numerosi tornei all’estero ed in italia, non abbiamo quasi mai detto di no ad inviti anche se a volte ci siamo ritrovati a partire veramente in pochi. Più si viaggia, più si conosce gente e più si impara a giocare, su questo non ho dubbi. Il mondo dell’hockey essendo  un “habitat di nicchia” è un mondo a parte, la disponibilità a soggiornare anche a casa stessa di altri giocatori è altissima. I 9 giorni in Francia ospitati da uno dei grandi dell’hockey mondiale, Thomas, sono stati i più importanti della mia “carriera”; gli stages con la nazionale italiana mi hanno permesso di avere più chiaro l’obiettivo a cui mirare per poter portare la nostra giovane squadra a titoli sempre più prestigiosi. Lo spirito c’è sicuramente, l’allenamento anche, ed i risultati saranno, anzi, sono, tra le nostre mani ed è sicuro che non ce li lasceremo scappare!

Ferro