Michele Cavalieri
| MIKELE
11-08-1977
"Chi ride quando le cose vanno male,
ha trovato qualcuno a cui dare la colpa"
Ebbene, si!
Le leggi di Murphy..."
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Era
una notte buia e tempestosa quando neanche un rumore giunse alla superfice
dell’acqua ribollente…
Ricordo
bene quella sera. Ho assistito alla dimostrazione dei ragazzi di Bologna: ma non
sono rimasto troppo convinto. Al primo torneo ho partecipato per fare numero e
per vedere come poteva essere. Sicuramente molto diverso dai violenti tentativi
fatti alla sera per “allenarsi”. Neppure la prima partita vinta mi avrebbe
coinvolto molto.
Ciò
che mi ha legato indissolubilmente è stata l’atmosfera e l’ambiente:
persone fantastiche in grado di lottare sino all’ultimo secondo per la
vittoria, e festeggiare alla sera, vinti e vincitori, tutti insieme.
Al
primo torneo ne è seguito un altro, e un altro, e via così. Sempre crescendo
sempre acquistando capacità di gioco (bisogna imparare da zero, ci vuole tempo)
e sempre conoscendo altri giocatori. Sono anche andato all’estero: in Italia
erano finiti i tornei, ed io avevo ancora voglia di giocare.
Il
viaggio ed le partite diventano tutt’uno nel ricodo, insieme a chi mi
accompagnava e a chi ho conosciuto. Tanto che poi sono partito solo per imparare
a giocare meglio, per vedere giocare i migliori giocatori d’Europa: meta
Parigi, ospite di Thoma des Trèbons. Una leggenda dell’hochey subacqueo.
Nel
frattempo la squadra di Parma ha continuato a crescere, tra mille problemi
forse, ma trainata da un gruppo incredibile capace di catturare una gran quantità
di persone, di cui moltissimi sono rimasti amici, anche al difuori dell’acqua.
Ora
il problema resta il numero, ma se prima era scarso ora siamo in tanti (…mai
troppi!) sia in piscina che nelle varie ricorrenze. E già la scorsa settimana
qualcuno di noi è andato a Genova per mostrare per la prima volta come si gioca
ad hockey subacqueo ai genovesi.
Beh,
in tre anni non è per niente male!